VAGLIA bene COMUNE

CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 SETTEMBRE 2024 – RESOCONTO CON COMMENTO del consigliere di “Vaglia Bene Comune” Leonardo Borchi

Terzo consiglio comunale dell’era Catani. Presenti tutti i consiglieri, meno Signorini, della Maggioranza, e Impallomeni del nostro Gruppo. Presenti anche tutti gli assessori: Cresci, Lombardo Rocchi e Milesi. Segretaria comunale Dott.ssa Carmela Scantini.

Si inizia con le Comunicazioni della sindaca: a) ha preso lavoro una nuova architetta all’Ufficio Edilizia-Urbanistica – b) l’Amministrazione ha fatto un contratto con una ditta esterna per sbobinare le assemblee del consiglio e redigere i relativi verbali (segno che non si riesce a farli con il personale interno. Infatti a questo consiglio non sono stati presentati i verbali dei due precedenti consigli, per la loro approvazione). Il costo della trascrizione è un tanto a minuto di registrazione. Commento della sindaca: “fate interventi sintetici”. Tradotto spicciatevi: accorciate gli interventi che se no si paga troppo! NB: l’ampiezza degli interventi è precostituita dal Regolamneto – c) la biblioteca comunale aprirà di mattina dal prossimo sabato ( non è una novità. Si attua l’orario invernale consueto ) – Linea bus 25, sono state attivate due nuove corse serali verso Pratolino, senza aggravio di contributo.

Si arriva quindi al punto 2). E’ il piatto forte del menù dell’ordine del giorno: discussione ed approvazione del programma di mandato dei prossimi cinque anni di questa Amministrazione. L’obbligo è previsto dalla legge nazionale e regolato dallo statuto comunale. Questo prevede che il sindaco, entro 60 giorni dal suo insediamento, sentita la giunta, presenta il programma; che questo sia quindi pubblicato, in modo che nei quindici giorni successivi, ciascun consigliere comunale, se lo vuole, può proporre emendamenti. Sia ad integrazione, sia a correzione. Dopodiché il sindaco, a sua discrezione, accetta o rifiuta gli emendamenti con l’eventuale modifica del proprio programma. Questo nella sua definitiva estensione viene portato nell’assemblea consiliare per la discussione ed approvazione. (lo statuto prevede anche che entro il 30 settembre di ogni anno, il consiglio comunale, in seduta straordinaria, verifica l’attuazione del programma). Il programma presentato dalla sindaca è, né più né meno, quello allegato alla lista con cui si è candidata alle elezioni. Ma lo apprendiamo nella seduta stessa, al momento che ne dà lettura di alcuni stralci, in quanto non era presente nella documentazione presentata per l’ordine del giorno. Ora c’è da dire che il nostro gruppo di minoranza ha proposto a detto programma dodici emendamenti, con tanto di motivazioni. Riguardo agli altri consiglieri, non ci è dato sapere se hanno fatto proposte. Ma a saldo che non ve ne fossero altri, la sindaca avrebbe dovuto prendere in considerazione i nostri; accettarli, o meno, o modificarli e formulare un altro documento da portare all’approvazione in questo consiglio. Niente di tutto questo è stato fatto. Il nostro Gruppo ha fatto rilevare che non solo non era stato allegato, nella convocazione del consiglio, il programma rivisto dallla sindaca, alla luce degli emendamenti, corredato della pertinente la bozza di delibera, ma che questo documento non era stato proprio redatto, come avevamo accertato, in segreteria. Inoltre gli altri consiglieri nemmeno avevamo ricevuto gli emendamenti da noi depositati. Mancava del tutto il documento su cui si doveva discutere e votare…” E allora ritiriamo il punto all’ordine del giorno. Lo discuteremo nel prossimo consiglio”: dichiarazione della sindaca. Di estrema superficialità e neghittosità. Negligenza.

Si sta trattando di far conoscere ai cittadini di Vaglia cosa questa Amministrazione sta proponendosi di fare. Lo si fa secondo le procedure che passano dal consiglio comunale. Il nostro gruppo ha rilevato nel programma presentato dalla sindaca diverse astrusità, per non dire illegalità. Vedi l’idea di insistere sulla ristrutturazione della scuola di Pratolino, non sismicamente adeguata, in area a pericolosità massima idrogeologica; vedi l’idea di passare al demanio comunale le strade private del Torrino-Poggio Conca-Starniano, impossibile legalmente e comunque con costi per il bilancio comunale insostenibili. Quando nella stessa condizione di tali strade ce sono tante altre che avrebbero eventualvente lo stesso diritto: piazza Pugliani, via dei Macchiaoli, piazzetta via Fontebuona, via XXV Aprile, via Europa, via Giuliano da Bivigliano, via di Poggio Chiarese, Via di Cozzerine, via Del Rampollo, via Corte Nuova, via di Ciabattole, parte di via della Cavallaccia…e non è un elenco esaustivo. Nei dodici emendamenti da noi proposti, non ci sono solo censure, bensì anche proposte in campo culturale, per quanto attiene la sburocratizzazione dell’attività amministrativa; a proposito della bnonifica della discarica abusiva nell’ex cava di Paterno e vari altri suggerimenti.

Non è stata da parte della sindaca una bella prova di responsabilità. Sembrerebbe che il programma con cui si impegna a lavorare per i cittadini di Vaglia sia un passaggio formale, irrilevante. Sicuramente di cui non dovere rendere conto.

Il punto numero 3 all’OdG prevedeva la costituzione di una segreteria comunale, segretario capo, in condivisione con il Comune di Barberino di Mugello. Approvata all’unanimità.

I punti n. 4 e 5 facevano riferimento a variazioni di bilancio: piccoli assestamenti o regolarizzazioni di mancati accertamenti. Noi alla votazione ci siamo astenuti. Il punto n. 6 prevedeva l’approvazione del bilancio consolidato relativamente alle quote possedute dal Comune nelle proprie società. Presa d’atto di mancanza di necessità di estensione di tale bilancio, in quanto il Comune ha una partecipazione sotto soglia. Delibera passata indenne.

Il punto n. 7 trattava il rinnovo della commissione edilizia: approvata all’unanimità.

Si arriva quindi alle quattro interrogazioni.

Due della consigliera del Centro Destra, Dominici, e due nostre.

Due interrogazioni erano sull’ipotesi di costituire un Centro di Accoglienza Straordinario per migranti a Ceppeto. Una nostra ed una della Domici. Sono state riunite in unica discussione. Infatti, per quanto riguarda il merito, facevano riferimento agli stessi temi e problemi: distanza della struttura (Hotel Montemorello) dai centri urbani, mancanza di trasporti, inadeguatezza dell’edificio, che non può far conto su una fornitura adeguata di acqua potabile. Dominici mette in rilievo che è stata una sua iniziativa che ha fatto emergere il caso. L’assessore Cresci ammette che la Prefettura non aveva interessato inizialmente il Comune di Vaglia, oltre al Comune di Sesto Fiorentino, su cui insiste la struttura. L’Amministrazione, nelle vesti dell’assessore Milesi, riconosce i problemi sollevati e la sostanziale estraneità del Comune sulle scelte che la Prefettura attua concordando direttamente con le varie società e cooperative di gestione (ndr.: ma non era il loro gruppo che, in campagna elettorale, si vantava “che avrebbe tolto il Comune dall’isolamento in cui Borchi l’aveva gettato!?). Personalmente sono intervenuto per chiarire che io personalemnte, da sindaco, avevo segnalato ufficialmente alla Prefettura diverse problemi registrati sui due CAS già presenti sul nostro territorio, contariamente da come Domenici aveva riferito circa un’affermazione riportata della Prefetta di Firenze. Come Gruppo abbiamo fatto rilevare che se si aggiungessero anche questi altri 80 migranti, il Comune arriverebbe ad avere, in sostanza, un rapporto migranti-residenti del 5%: percentuale non raggiunta da nessun altro comune nella Città metropolitana ed anche oltre. Ma dove la nostra interrogazione poneva un accento maggiore era sul fatto che la sindaca Catani, all’indomani del sopralluogo sulla struttura da parte di Prefettura, Comuni e vari altri soggetti, avesse stigmatizzato sui social la presenza dei consiglieri di minoranza, Domenici ed Impallomeni, come “inopportuna e fuori dal contesto istituzionale”. Abbiamo messo in evidenza come, a dispetto di quanto indicato nel loro programma di mandato (quello che non è stato possibile discutere) dove affermano che ”…riteniamo prioritario riaffermare il ruolo prioritario (la ripetizione è nel testo-ndr) del Consiglio Comunale, purtroppo ridotto in passato a mero strumento di ratifica delle decisioni prese dall’esecutivo, quale luogo di confronto democratico, organo rappresentativo della comunità, espressione della domanda sociale e della volontà popolare”, in questo caso la sindaca si sia risentita perché due consiglieri facevano il loro lavoro: stavano informandosi di persona, presenziando fisicamente, su una questione importante per i propri cittadini. Alla faccia della coerenza e della liberalità sbandierata!

Il punto n.10 era un’interrogazione del Centro Destra sulla sicurezza stradale a Bivigliano, riguardo al senso unico non rispettato in via Roma ed alla pericolosità dell’intersezione tra via Roma e via della Fittaccia. A proposito del primo punto l’assessore di competenza ha detto che la segnaletica è sufficiente, mentre per il secondo punto ha affermato di aver chiesto all’ufficio tecnico di installare uno specchio. La Dominici si è ritenuta soddisfatta della risposta. Sulla questione sono intervenuto sinteticamente, in quanto responsabile a suo tempo della regolazione della viabilità, dicendo che la segnaletica è adeguata (se convenientemente mantenuta) e che le infrazioni con ingresso contromano si possono eliminare con una rilevazione video- targa. Per quanto riguarda lo specchio all’incrocio tra via Roma-via Fittaccia ho detto che c’era in passato e, a causa dello spazio pubblico ristretto, è stato sostituito più volte perché invariabilmente i camion lo infrangevano: o si trova la possibilità di installarlo dentro la proprietà privata o un nuovo specchio avrà vita corta.

La nostra altra interrogazione, registrata al punto n. 11, ha un tasso tecnico contabile che è davvero difficile ed esoso spiegare in questa sede (magari ci fossero più cittadini presenti in aula!). In sintesi facevamo eccezione su una posta messa in entrata in bilancio presentata sulla variazione portata nell’ultimo consiglio. Un contributo regionale di circa 37.000 €, dove mettevamo in evidenza un comportamento omissivo del responsabile del centro di costo. E’ stata una nostra sollecitazione a che l’Amministrazione avesse attenzione nell’utilizzo di queste risorse. Risposta della sindaca ritenuta soddisfacente.

Veniamo infine all’ultimo punto all’OdG, il n.12, la nostra Mozione sulla Multiutility, su cui è importante fermarci.

Premessa. Il nostro gruppo Vaglia Bene Comune, sullo stesso argomento, aveva presentato, al precedente consiglio, un’interrogazione, i cui contenuti sono stati ripresi interamente dalla mozione in questione. Questo perché l’interrogazione richiede solo una risposta da parte della sindaca, su cui il proponente può solo dichiararsi soddisfatto o meno. E tutto finisce lì. Mentre la mozione è una vera e propria proposta di delibera, dove tutto il consiglio si esprime: la mozione si vota. Insomma noi tre consiglieri, Impallomeni, Rossi e Borchi, in continuità con la precedente amministrazione, che si era espressa contraria alla Multiutility, volevamo che la nuova Amministrazione uscisse allo scoperto e si dichiarasse da che parte stava: con o contro la Multiutility.

Rimettermi qui ora a spiegare cosa è la Multiutility è un lavoro improbo. Perché questione tecnica, complessa. Tanto complessa che vi posso assicurare che la stragrande maggioranza dei consiglieri che l’hanno approvata, di area PD, in passato, l’hanno fatto a scatola chiusa. Perché così aveva chiesto loro il partito. Nei mesi passati ho provato a chiedere a tanti di questi, appartenenti a consigli di comuni diversi, cosa avevano capito della questione. Blateravano, biaschicavano, ripetevono alcune formuline imparate a memoria: “ si migliorano i servizi, “ si abbattono le bollette”, “si possono fare più investimenti”…In realtà non avevano minimamente cognizione di causa (e l’impressione che ho avuto ieri sera in consiglio è che anche i consiglieri attuali della maggioranza abbiano una pallida idea di cosa si tratta).

Molto sinteticamente, al limite del tautologico, tanto che potrebbero apparire ragioni di tipo “ideologico”, come ieri la capogruppo PD ha stigmatizzato le nostre posisioni, vi spiego il contesto in cui nasce la Multiutility e perché la mia precedente Amministrazione, ed ora il nostro gruppo di minoranza, le è contrario. Multiutility è una holding, società che gestisce altre società sotto di sé. In questo caso il campo di attività sono le reti di distribuzione dei servizi definiti dalla legge “pubblici e fondamentali”, afferenti: all’acquedotto, alle fogature, ai rifiuti urbani, alla distrubuzione del gas. Con questa Multiutility toscana si è voluto accorpare tutte le società a capitale pubblico. Per fare concorrenza alle multiutility già presenti in Italia (A2A, Hera..). Scopo: Noi Toscani si diventa più forti, prendiamo più mercato, abbiamo più soldi. Ottima idea! Io personalmente la vedo un’operazione finanziaria ed industriale interessante. Ma c’è un ma…se la costituisce l’imprenditoria che ci mette il proprio capitale. Non i sindaci. Non i Comuni, che gestiscono il capitale per i loro concittadini. Una società per azioni, come sono le multiutility, hanno sempre come scopo il profitto e patiscono un rischio di impresa. I sindaci dovrebbero avere solo l’impegno di erogare servizi con la massima efficienza, economicità e efficacia. E’ vero che l’ambito in cui operano le Multiutility dei servizi è un mercato speciale: si dice tutelato, ma si legge monopolistico. In sintesi, il difficile è entrarci, ma quando sei dentro non hai rischio di impresa. Questo perché la legge prevede sempre un ricavo garantito. Facciamo un esempio, Publiacqua, che ora è nella Multiutility. In fondo all’anno cosa succede a questa società, che gestisce da più di venti anni il servizio idrico integrato, se ha costi superiori al previsto? Nessun problema, l’anno successivo i maggiori costi si caricano sulle bollette degli utenti. La conseguenza è che in Italia non c’è una società che possa vantare più utili, e quindi dividenti per gli azionisti, maggiore di Publiacqua. Quindi direte che la Multiutility, perlomeno per fare affari, per rimpinguare i bilanci comunali, è cosa buona! Generalmente sì. Ma succedono anche situazioni di segno opposto, come capitato ad ALIA SpA, rifiuti, (che oggi si è trasformata nella Multiutility toscana cambiando nome in ALIA Servizi Ambientali SpA). Al primo anno di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, ALIA accusava un rosso in bilancio di circa 52 milioni di euro (le cause sono state diverse e non tutte imputabili alla sua organizzazione). Ebbene, siccome ALIA, era tutta a capitale pubblico dei comuni, questi hanno dovuto decidere o ricapitalizzavano la società attiggendo ai propri bilanci (il Comune di Firenze, il maggiore azionista, avrebbe dovuto sborsare circa 40 milioni di euro), oppure aumentavano la TARI agli utenti. Nell’assemblea consortile passò la seconda opzione. Su 63 sindaci, votai contro solo io ed altri tre colleghi.

Ci sono anche altri fattori che ci hanno indotto a remare contro la Multiutility. La perdita sempre maggiore di presa sulle decisioni di vertice: aumentando la piramide delle società stratificate, si allontana i sindaci ed i consigli comunali dal Consiglio di Amministrazione della Holding. Nell’eventualità poi programmata di quotare in borsa la Multiutility per il 49% delle quote, si può ben immaginare se questo pacchetto azionario è, come sarà, acquistato da finanziarie, magari statunitensi o cinesi, quanto importi a questi di portare l’acquedotto pubblico, per esempio al Torrino-Poggio Conca. Quando la loro missione è piuttosto avere utili da dividere con i propri azionisti. Insomma Multiutility uguale profitto.

Infine, e non per importanza, esiste l’inghippo di accrescere il connubio affari-politica. Trasmigrazioni di amministratori politici che passano ai CdA delle società, per cui non si può sapere quanto spurie siano le loro scelte, se a fini di bene pubblico o a favore degli utili delle società.

Questo è il contesto in cui il nostro Gruppo, Vaglia Bene Comune, ha proposto al Consiglio la mozione chiedendo di votare per una posizione netta contro la Multiutility. La risposta della capogruppo di maggioranza, a targa PD, è stata: dopo una lettura della cronistoria della costituzione della Multiutility, dove si mettevano in risalto gli scopi positivi, che l’iniziativa doveva avere (ndr: relazione ispirata se non scritta direttamente dai maggiorenti del partito), ha dichiarato che votavano contro “perché ancora dovevano sentire le Amministrazioni degli altri comuni”. Dovevano orientarsi. Anche la consigliera Dominici ha votato contro.

Bene..ora perlomeno sappiamo da che parte stanno.

PS: anticipo che questo è stato il mio ultimo consiglio. Come avevamo pattuito Impallomeni ed io, come avevamo anticipato durante la campagna elettorale, la mia presenza nella lista dei candidati consiglieri di Vaglia Bene Comune, voluta dal candidato sindaco, aveva lo scopo di manifestare indiscutibilmente il mio supporto alla proposta politica. Una volta esuarita la funzione, l’accordo era che io mi sarei ritirato dall’eventuale elezione in consiglio comunale…

Il mio orizzonte di vita è da un’altra parte. Rimango a dare una mano.

Augh.

Leonardo Borchi

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